milk and honey – rupi kaur

Trama
milk and honey è una raccolta di testi di amore, perdita, trauma, violenza, guarigione e femminilità. Si divide in quattro capitoli, ognuno persegue un obiettivo diverso, tratta una sofferenza diversa, guarisce un dolore diverso. milk and honey accompagna chi legge in un viaggio attraverso i momenti più amari della vita e vi trova dolcezza perché la dolcezza è dappertutto, se solo si è disposti a cercarla.

Per questa mia prima recensione, ho scelto un’opera decisamente conosciuta. Questo libro, pubblicato nel duemilaquattordici, è rimasto per lungo tempo sotto le luci della ribalta. Le motivazioni del suo successo sono molteplici e mi piacerebbe evidenziarle, parlando degli importantissimi temi trattati in questo bestseller e mostrandovi alcune delle poesie presenti.

Recensione
Quando ho acquistato questo libro, ero alla ricerca di una lettura diversa, più diretta. Volevo entrare direttamente a contatto con le emozioni dell’autrice, senza il velo di una trama e molteplici personaggi. La copertina nera, raffigurante le sagome di due api, mi ha subito colpita, schietta come il contenuto del libro stesso. Ho deciso di affrontare questa lettura in lingua originale, con la speranza di non perdere nemmeno una sfumatura di ogni parola. Una delle prime pagine indica come l’autrice abbia deciso di organizzare i suoi pensieri, ossia dividendoli in quattro capitoli principali, ognuno dei quali rappresenterà un diverso sentimento: dolore, amore, abbandono e guarigione.

Nel primo capitolo, la sofferenza viene espressa relativamente a diversi tipi di relazioni, da quelle amorose a quelle che legano un padre alla propria figlia. Sono parole pesanti e dirette, quelle che l’autrice decide di adoperare. La donna viene descritta come oggetto inanimato del piacere, talvolta fonte di vergogna per la sua stessa famiglia. Proprio questa poesia descrive il potere distruttore della sofferenza nei legami familiari.

ogni volta che dici a tua figlia che la sgridi per amore le insegni a confondere la rabbia con la bontà e la cosa sembra una buona idea finché lei non cresce e si affida a uomini che le fanno del male perché somigliano tantissimo a te –

Il secondo capitolo descrive l’amore, sentimento in grado di stupire. La stessa autrice si dipinge incredula davanti alle sue tante sfaccettature. E’ un amore dai molteplici destinatari, soprattutto sé stessi. Tale concetto viene apertamente espresso in una breve poesia del capitolo:

sto imparando ad amarlo
amandomi

Il terzo capitolo è, invece, dedicato all’abbandono. Ad emergere è la disillusione, dovuta alla fiducia mal riposta, come un fulmine a ciel sereno. L’amore, in questo caso, ha spinto l’autrice a buttarsi tra le braccia della persona sbagliata. La delusione è difficile da superare, bisogna essere in grado di riavere indietro la propria autonomia.

abbiamo cominciato
in onestà
e allo stesso modo
finiamola

Con il quarto capitolo si arriva, finalmente, alla guarigione. L’autrice, attraversando i tre stadi precedenti, può dirsi maturata e meno fragile nei confronti delle avversità della vita. Sopraggiunge l’accettazione, che spinge a lasciare andare ciò che ci distrugge. E’ ormai giunto il momento di smettere di aspettare qualcuno che ci salvi, siamo noi stessi gli eroi della nostra storia. Dobbiamo iniziare ad apprezzarci di più, con ogni pregio e difetto che ci contraddistingue. Quello stesso mondo che ci ha fatto tanto male, ci ha resi decisamente più forti, pronti a lottare per noi stessi.

Siamo nate tutte
bellissime
la più grande tragedia è
convincersi di non esserlo

Questa è un’opera sincera. Rupi Kaur ci racconta la sua realtà per quella che è. Ogni parola è in grado di graffiarci l’anima, non permettendoci di negare quanto appena appreso. Ogni poesia è in grado di proiettare un’immagine davanti ai nostri occhi, servendosi, inoltre, delle raffigurazioni presenti in quasi ogni pagina.
Questa è un’opera che divide, non tutti sono pronti ad aprirsi alla verità, in quanto non sempre piacevole e rosea.

Rupi Kaur è una ragazza come tante altre, nasce in India, ma all’età di quattro anni si trasferisce con la sua famiglia a Toronto. Date le sue difficoltà nel parlare inglese con gli altri bambini nella sua scuola, viene incoraggiata da sua madre a disegnare e dipingere.. Inizia a scrivere poesie per i compleanni dei suoi amici. Studia retorica e scrittura all’Università di Waterloo. La sua prima mostra viene allestita nel 2009 nel seminterrato del Punjabi Community Health Center a Malton. Tra le sue opere più conosciute c’è il suo saggio fotografico sulle mestruazioni, descritto come un pezzo di poesia visiva destinato a sfidare i tabù della società sul ciclo mestruale. Durante la scuola superiore, inizia a condividere i post scritti in modo anonimo. Dal 2014 inizia a scrivere su Instagram, con l’aggiunta di semplici illustrazioni.
Rupi Kaur è considerata una dei più influenti instapoets, ossia giovani poeti che pubblicano versi principalmente sui social media.

Penso che ogni donna, qualsiasi sia la sua età, dovrebbe leggere quest’opera, poiché consiste in un’onesta rappresentazione della realtà che ci circonda, realtà di donne sopraffatte dalla figura maschile, realtà di padri e figlie, realtà di delusioni, realtà di amore, realtà di rinascita.

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