Amabile inferno di Eleonora Fasolino

Benvenuti, sono molto felice di presentarvi la mia seconda recensione. In questo articolo vi parlerò di un libro molto speciale sotto parecchi punti di vista. In primis questa è la mia prima collaborazione con un’autrice, cosa che mi riempie di orgoglio. Ci tengo, dunque, a ringraziare Eleonora per avermi inviato la sua storia e permesso di recensirla. Spero di essere all’altezza del compito.

Trama:

Roma, Anno del Signore esamidimaturità. Melania Santacroce ha diciotto anni, un gusto eccentrico in fatto di vestiti e i capelli tinti di viola. Afferma di portare una terza scarsa di seno più per ottimismo che per amore della realtà e, quando non si allontana dal mondo per comporre poesie distratte, si interroga sull’efficacia delle taglie dei jeans, su Lord Byron e sulla dubbia puntualità dei mezzi di trasporto capitolini. Sebbene alta e non proprio esile, a volte teme di risultare impercettibile, ma a salvarla dalla banalità del quotidiano sono le uscite al vetriolo che di tanto in tanto ama diffondere con nonchalance. Non è proprio sicura di credere in Dio, ma frequenta una scuola privata di stampo cattolico. Non ama tradurre il greco, ma si accinge ad affrontare l’ultimo anno di liceo classico. Non si è mai innamorata, ma alla fine è arrivato Manfredi Vergara: suo professore e uomo impegnato in una relazione complicata con Dio. Perché Manfredi è un prete. E Melania, che non ha mai assaporato la tentazione, si trasformerà in quella più pericolosa per un uomo che non appartiene nemmeno a se stesso. O forse nel suo amabile inferno.

Recensione:

Quando l’autrice mi ha inviato quest’opera, sono subito rimasta colpita dalla trama. Non avevo ancora iniziato questa lettura, eppure mi ritrovavo già ad ammirare il suo coraggio nello scegliere di narrare un amore fuori da ogni canone, un amore “sbagliato”. Tante sono le storie che parlano di amori sbocciati tra alunne e professori, ma, in questo caso, il professore è anche prete. Ammetto di aver iniziato a leggere con titubanza, temendo di trovare una storia al limite dell’assurdo, eppure così non è stato.

Mai giudicare un libro dalla copertina.

Sin dalle prime pagine ci viene presentato il personaggio di Melania, tanto insicura quanto perseverante nel voler trovare sé stessa, una ragazza unica e così lontana da ogni stereotipo, motivo per il quale non si sente totalmente a suo agio nel suo prestigioso liceo di stampo cattolico. Proprio tra le mura del San Carlo, la vita di Melania si incrocia con quella di Manfredi Vergara, suo professore e prete. Fin da subito la ragazza prova attrazione per quell’uomo così misterioso, ma conscia della situazione, tiene per sé quel sentimento che tanto la spaventa.

Manfredi è così diverso da come me lo aspettavo, è un uomo dallo spiccato senso dell’umorismo e dalla mentalità decisamente aperta, caratteristiche che gli permettono di rapportarsi facilmente con i suoi studenti. E’ sempre pronto ad aiutare le persone che ama e a sfatare falsi miti sulla religione. Ha deciso di dedicare la sua vita a Dio per espiare una vecchia colpa che non smette di tormentarlo, motivo per il quale prova una grande paura per ciò che sente per Melania. Il suo passato lo ha segnato e sarà proprio quella ragazza dai capelli viola a riaccendere in lui la voglia di amare.

Il loro è un amore che cresce piano piano, ricco di consapevolezza e timori. Un amore peccaminoso eppure così travolgente. Un amore che li fa sentire al posto giusto nella situazione più sbagliata. Un amore destinato a rimanere nell’ombra seppur sprigioni una luce accecante. Un amore in grado di rendere, persino l’inferno, amabile.

Sullo sfondo di questa storia, allo stesso tempo dolce e amara, troviamo una Roma eterna e bellissima e le storie di tanti altri personaggi, le cui vite s’incroceranno irrimediabilmente con il passato e il presente dei due protagonisti.

Sono riuscita a terminare questa storia in due giorni, come se non volessi staccarmi dalla realtà di Manfredi, Melania e i loro compagni di avventura. E’ una storia che incanta, inducendoci a sperare nel lieto fine, seppur esso non potrà che essere ben diverso da quelli comuni. Ci propone l’amore in un’ottica totalmente nuova, come una forza in grado di stravolgere anche gli schemi più rigidi della società, nulla a che vedere con il cliché della ragazzina che si invaghisce dell’uomo più grande. Mi sono affezionata a tutti i personaggi, con i loro pregi e i loro difetti, ma Melania, in particolare, mi ha insegnato che il primo passo per amare è imparare ad essere noi stessi anche senza qualcuno al nostro fianco.

Consiglio questo libro a chiunque sia alla ricerca di una storia d’amore per nulla scontata. L’autrice è riuscita a trattare con maestria un tema tanto delicato, senza mai cadere nel melenso e nello scontato, incantandomi dalla prima fino all’ultima pagina. Un ulteriore aspetto che ho adorato è l’uso dell’ironia, la quale rende questa storia, se possibile, ulteriormente coinvolgente.

Voto: 9/10

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