Americanah- Chimamanda Ngozi Adichie

Prezzo: 15 €

Numero di pagine: 494

Casa editrice: Einaudi

Trama:
Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l’autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con pungente leggerezza i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l’affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c’è qualcosa che Ifemelu non riesce a dimenticare. In fondo al cassetto della memoria conserva ancora il ricordo di Obinze, il ragazzo voluto fin dal primo istante e poi lasciato senza una spiegazione, con un taglio netto frutto della vergogna, che dopo qualche tentativo in Inghilterra, si è rifatto una vita in Nigeria, sposandosi e diventando un uomo di successo, pur non avendola mai dimenticata. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.

Recensione:

Se dovessero chiedermi cosa mi spinge ad acquistare un libro, non avrei dubbi: la copertina e la trama. Nel caso di questo libro non mi sono smentita, i miei occhi sono subito stati attirati dalla ragazza dai capelli riccissimi e dal titolo in rosso. La trama è stata un’ulteriore conferma, volevo leggerlo. Ringrazio il mio istinto poiché questo è stato un acquisto decisamente azzeccato.

Sin dalle prime pagine le parole della protagonista, Ifemelu, ci trasportano nella sua realtà, quella di un’ America che è ormai la sua casa, seppur fatichi ancora ad accettare chi è considerato “diverso”. E’ proprio in quel territorio tutto da conoscere che Ifemelu scopre di essere “nera” e l’esistenza stessa del concetto di razza. Inizialmente si lascia travolgere da tutto ciò, fa di tutto per assumere un perfetto accento americano, che la tenga al riparo dalle incomprensioni e dagli sguardi interdetti, e tenere a bada i suoi capelli, rischiando di bruciarli a causa dei liscianti chimici.
Tuttavia, decide presto di rinunciare all’artefatto accento americano e ricomincia a parlare inglese con la sua naturale cadenza nigeriana, inizia a sentire la necessità di smettere di fingere e di tornare ad essere se stessa. Inizia a scrivere di ciò che ha subito, diventando una blogger di successo e invitando le donne di colore ad accettare ed amare il loro aspetto. Ormai è una donna fiera di sè stessa, che lotta affinché i pregiudizi vengano abbandonati. Allo stesso tempo, tramite continui flashback e ricordi, veniamo proiettati nella sua terra natale, quella che l’ha vista nascere e crescere, la Nigeria. Quel luogo rappresenta, tuttavia, molto più di un pezzo di terra. E’ lo scrigno della sua infanzia, dei ricordi con Obinze, il suo primo amore.

Ed è proprio Obinze l’altro protagonista di questa storia, un ragazzo colto e dal cuore grande. Egli trova, seppur per poco, una nuova vita in Inghilterra per poi tornare, dopo innumerevoli fallimenti, in Nigeria, paese che per lui ha il sapore del rimpianto. Adesso è un uomo di successo e un padre di famiglia, nonostante quel ruolo lo renda particolarmente teso, come una cravatta dal nodo troppo stretto.

Le loro vite, dopo un’intensa storia d’amore, si dividono bruscamente, procedendo come linee parallele. Entrambi sembrano aver superato quel sentimento, perfettamente integrati nei meccanismi delle loro nuove realtà: Ifemelu è riuscita a farsi ammettere a Princeton mentre Obinze ha un lavoro decisamente redditizio. Il destino, tuttavia, ha ben altro in serbo per loro. Ifemelu decide di abbandonare l’America, sentendo di aver perso sè stessa e di voler ritrovarsi, e di tornare a vivere in Nigeria. E’ proprio in questo ritorno che trova significato il titolo di quest’opera. Ifemelu è diventata “Americanah”, termine inizialmente usato dalle sue amiche, non riconosce più le strade affollate di Lagos, è ormai estranea a quella che era casa sua. Il rincontro con Obinze è particolarmente significativo, i due devono fare i conti con quanto è cambiato in quei tredici anni, è giunto il momento
di riprendere in mano una vita lasciata in sospeso.

Questo libro mi ha fatto riflettere come pochi prima di esso avevano fatto. Americanah è una perfetta rappresentazione della nostra società, che finge tolleranza per poi erigere muri altissimi. Il tentativo di Ifemelu di omologarsi è simbolo di tutte le situazioni in cui si è costretti a rinnegare la propria identità per non essere giudicati “Diversi” e in un cero senso sbagliati. Quest’opera mi ha fatto letteralmente innamorare dello stile dell’autrice, scorrevole e ricco di riferimenti. Sono convinta di voler leggere qualche suo altro scritto, mi ha davvero conquistata.

Non lasciatevi spaventare dal numero delle pagine, divorerete letteralmente questo libro. Penso che tutti dovrebbero leggerlo per imparare a guardare con occhi nuovi a una situazione tanto discussa quanto drammatica.

Il mio voto è 10/10

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